Il vento soffiava con incredibile vigore in cima ai picchi della Grande Foresta, quel giorno. Per due dei viandanti, ciò non era un problema, bensì un ritorno alle origini.
Ma il terzo di loro gradiva ben poco quella situazione, e solo la sua magia l'aveva salvato da un principio di congelamento.
Il che non fece che sorridere l'uomo.
"Che c'è, Szadek? Ti vedo... infreddolito. Le Montagne della Stella non sono forse di tuo gradimento?"
La creatura lo fissò con uno sguardo che avrebbe voluto essere accigliato; purtroppo, il freddo da un lato e l'ancor più gelida espressione rettile rovinarono in qualche modo tale obiettivo.
"Rissssparmia il tuo fiato per lo Jarl, Inquisssitore... E' una creatura assssssai egocentrica, e ssssappiamo bene quanto poca modesssstia insssegni la tua fede. Vedi di non rovinare tutto"
Morn scosse il capo, lasciando che il suo sorriso divertito si vedesse un'ultima volta, prima di venire occultato nuovamente dal pesante elmo di adamantio. Uno scudo con l'emblema di Bane venne levato a parare un'ascia di dimensioni enormi, facendo ruggire di rabbia l'aggressore.
"Stai tranquillo. Finirà molto meglio di come è cominciata"
Allertati dai tre intrusi, i giganti del gelo non diedero alcuna occasione di parlare, se non nella lingua delle armi; lingua che i tre dimostrarono di conoscere alla perfezione: dopo solo pochi istanti, l'avanguardia dello Jarl giaceva a terra, riversa nel suo stesso sangue.
Vittoriosi, avanzarono verso il cuore della valle, attraverso la gelida accoglienza dei giganti e dei loro segugi invernali. Solo quando si furono stancati di mietere vittime, ne catturarono uno vivo.
"Lo Jarl. Conducici da lui, se nutri ancora la speranza di vedere l'alba"