- Locanda di Soubar - esterno - due ora al tramonto
Le fiamme porpora delle lucerne appese nella piazza antistante la locanda, sfidavano gli ultimi stanchi raggi del sole morente. Tutto intorno gli operai sfruttavano al massimo le ultime ore di lavoro. Le strade erano il primo risultato della nuova Soubar, il fango e la sporcizia che portava le malattie e il caos sarebbero state un vago ricordo, ora artigiani esperti guidavano gli operai locali posizionando grandi pietre in lungo serpente roccioso. Era un giorno speciale quello, e la fila minacciosa di neri templari che circondavano la locanda, ne era il vessillo più ufficiale.
- Locanda di Soubar - interno – notte
La grande sala della locanda, testimone immobile della lenta e inesorabile ascesa del nuovo ordine, brulicava di voci e colori. Decine di persone occupavano i vari settori predisposti per l’occasione, ogni vuoto era stato colmato, ogni viso, ogni gesto si muoveva sotto lo sguardo attento dei soldati Zentharim. Le grandi famiglie criminali, che come luride zecche, per anni avevano ammorbato il ventre molle della città succhiandone senza sosta sangue ed energie, erano ormai un lontano ricordo. Niente più bande criminali, niente più omicidi fuori controllo, niente più furti o violenze. Ora il ferreo ordine di Bane, avvolgeva questo popolo che per lungo tempo era stato costretto a dimenticarlo.
I palchi assegnati alle gilde mercantili della città erano gremiti, le sedie predisposte per accogliere gli artigiani indipendenti, tutte occupate. Gli occhi viaggiavano veloci, le labbra sussurravano ansiose in un misto di trepidante attesa e consolidata speranza. Quando il diavolo entrò nella sala, il silenzio si prostrò al suo cospetto.





