Alle volte bisogna prendere delle decisioni sul campo, in base alla situazione ed alle opportunità. E così fu.
Erano tutti dei veterani, a modo loro, ognuno esperto nel proprio campo. Osservarono la torre sulla collina, che dominava la brughiera; era stata il teatro di una feroce battaglia, e giaceva in rovina da molto tempo. Era stata dell'Alleanza dei Lord, la cui attenzione poi era stata deviata altrove.
Ma quella notte le cose erano destinate a cambiare.
Ma quella notte le cose erano destinate a cambiare.

Venne deciso un rapido controllo, ed in breve si trovarono sulla cima della torre, in osservazione della brughiera intorno a loro, illuminata dalla luce delle stelle.
«Cos'è quella cosa là in fondo?», chiese senza mezzi termini l'elfa incappucciata, gli occhi azzurri che sembravano brillare anche nella notte, indicando una macchia scura nel cielo, distante, che oscurava alcune stelle.
Giusto il tempo di comprendere di cosa si trattasse, che l'allarme fu massimo: un'altra torre, che in qualche modo volava. L'appartenenza dell'edificio fu subito chiara a tutti, così come la sua ostilità.

I fuochi che si accesero nella brughiera, però, furono una sorpresa.
«Vado a controllare», annunciò l'elfa svanendo immediatamente giù per le scale. Erano appunto dei veterani, ognuno conosceva il suo ruolo, e non avevano bisogno qualcuno dicesse cosa fare e dove.
«Siamo circondati, dobbiamo asserragliarci nella torre e diventare un osso troppo duro da mordere», disse l'umano alto che sembrava essere stato fuso insieme alla sua stessa armatura. Il tono di voce era freddo, era stata posta un'analisi tattica, non v'era spazio per le emozioni in quel momento.
«Sbarriamo la porta d'ingresso e mettiamo gli incantatori sul camminatoio», consigliò l'aasimar femmina, gli occhi dorati ed i capelli argentati che risaltavano nella notte.
L'idea era buona, ed il piano fu subito eseguito. I detriti vennero accumulati a sbarrare e puntellare la malconcia porta d'ingresso, nella speranza almeno di rallentarli; il biondo incantatore salì borbottando sul camminamento, estraendo dalle ampie vesti una bacchetta. L'elfa rientrò un attimo prima dello sbarramento definitivo della porta, annunciando un nutrito gruppo di bugbear in arrivo. Guidato da Illithid.
In un attimo furono tutti sui camminamenti. Invocazioni e benedizioni ad Helm e Lathander risuonarono nella notte, mentre archi, balestre e bacchette incantate vennero preparate.
Erano pronti.
Lo scontro fu tremendo. Diverse ondate di quegli orrendi uomini-cane si infransero sulle basse mura esterne della torre, schiantate da esplosioni infuocate e dalla pura forza delle divinità.
Poi la porta cedette. Il cavaliere discese rapidamente dai caminamenti, boccando con il proprio scudo, la propria persona e la sua letale lama l'ingresso, seguito a breve dall'aasimar e dalle sue invocazioni all'Osservatore.

Le urla di dolore si mischiarono al rombo delle esplosioni, allo sfrigolio della carne bruciata, alle preghiere ed alle parole arcane.
Infine, fu la calma. L'oscura torre volante esitò, poi scomparve. Alcuni istanti di silenzio, riempiti solo dall'ansimare dei combattenti vittoriosi.
«La torre è di nuovo nostra», disse qualcuno.



